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ANTENNE DI PACE |
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GUARDA LE ALTRE SEZIONI: NEWS E APPROFONDIMENTI COMUNICATI STAMPA Operazione Colomba a Castel Volturno - Progetto Operazione Colomba arriva a Castel Volturno i primi di luglio del 2009 Perché aprire una presenza in questo territorio tra Caserta e Napoli, in Italia? Le motivazioni che ci hanno spinto sono varie: a partire dalle provocazioni di molte persone che ci chiedevano: “perché non andate anche nel sud Italia, dove ci sono continue uccisioni da parte della criminalità organizzata (siamo nel posto con la più alta percentuale, per numero di abitanti, di omicidi in Europa)?”; poi per “guardarci dentro” e prendere a cuore una parte bellissima del nostro paese, traboccante di difficoltà e conflitti; per continuare la sensibilizzazione e la denuncia di leggi ingiuste sull'immigrazione, conoscere quindi le persone che arrivano qua in cerca di lavoro, fortuna e condizioni migliori, condividendo la vita con loro e cercando di mettere in pratica proposte concrete che diminuiscano le varie tipologie di violenza a cui sono esposte. |
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Wednesday 17 March 2010 |
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LA SOLITA ALBA DI CASSIBILE Dopo la visita a Rosarno e San Nicola Varco, abbiamo deciso di entrare in contatto con un altro punto cruciale nelle tappe dei migranti che seguono le raccolte stagionali: Cassibile, Siracusa. Incontriamo membri di associazioni che operano sul territorio, persone che vivono in questo luogo, immigrati che vi risiedono o che vi rimarranno solo per alcuni mesi. Sono le 5.30 di una mattina di inizio marzo e già attorno alla piazzetta c'è movimento. Siamo a Cassibile, comune di Siracusa, tappa per i migranti che lavorano a giornata e che qui arrivano a inizio primavera per la raccolta delle patate, fragole, ortaggi; luogo che, assieme a Castel Volturno e Rosarno, è stato indicato dal ministro Maroni come “zona sensibile”. |
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Friday 19 February 2010 |
In viaggio verso Castel Volturno - di Mattia 10 febbraio 2010La memoria. I 400 ragazzi tornati ieri dal viaggio nella Polonia di Auschwitz ce lo ricordano: il passato va custodito affinché gli errori e gli orrori non si ripetano. E c’è bisogno di investire tutti i sensi per trattenere il ricordo e sviluppare anticorpi. C’è bisogno di partire, di viaggiare, di vedere, di immaginare, di ascoltare, di sentire, di toccare. Ben vengano quindi i “treni della memoria” come strumento concreto per ricordare la radice tragica e violenta della nostra giovane Europa. E mentre i giovani partono e tornano, noi adulti spesso ci ritroviamo fermi, incapaci perlopiù di vedere e trattenere quello che accade anche oggi e che contiene in potenza la stessa violenza. Il tempo che stiamo vivendo sta covando il germe della cattiveria, dell’intolleranza verso il diverso, del “respingimento” di chi migra verso un futuro migliore. |
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Da Castel Volturno e Sicignano |
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Wednesday 17 February 2010 |
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Viaggio tra i migranti: è dignità che vogliono, non carità! Continua il nostro viaggio tra i lavoratori migranti nelle campagne del Sud Italia. Successivamente a Rosarno, andiamo in provincia di Salerno, a conoscere coloro che, dopo aver subito i soprusi e lo sfruttamento dei caporali e dei datori di lavoro, sono diventati vittime di scelte politiche e istituzionali che considerano le persone come oggetti usa e getta.
IL RETROSCENA: LO SGOMBERO DI SAN NICOLA VARCO Ma partiamo dall'inizio di questa storia tanto vera quanto irrazionale. Immaginate dunque una grande piana, la piana del Sele. Qui tra campi e serre a perdita d'occhio, San Nicola Varco, comune di Eboli; restringendo il campo figuratevi una grande struttura degradata dove sono costretti a vivere un migliaio di persone nordafricane. Inserite in questo scenario gli interessi delle multinazionali dell'agroalimentare, il sistema di sfruttamento di manodopera immigrata, la politica dei proclami mai realizzati. |
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Thursday 21 January 2010 |
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Pulizia
Alla fine ce l'hanno fatta. A Rosarno non è rimasto più un africano. Piazza pulita. Ma chi ha innescato la protesta? Contro chi si sono ribellati gli immigrati? Chi ha sparato? Non importa, via i neri da Rosarno. Pulizia. E chi voleva continuare a lavorare, chi non aveva ancora finito di raccogliere arance? E chi stava aspettando di essere pagato, dopo le fatiche dei campi? Non importa, via i neri da Rosarno, pulizia. E chi, come la maggioranza delle persone, era in possesso di regolari documenti, con tutto il diritto di stare dove stava? Con quale criterio è stato deportato in un campo di finta accoglienza? L'importante è mettere a tacere tutto e fare pulizia. Pulizia etnica!!!!
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Wednesday 23 December 2009 |
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Castel Volturno è Italia Dietro il sipario Anche questa domenica, un fotografo presente alla messa con gli immigrati. Un articolo in una rivista, un servizio alla TV. Castel Volturno, provincia di Caserta, da un anno abbondante, è sotto i riflettori dei media. Era il 18 settembre 2008 quando un manipolo di killer dei Casalesi uccideva sei ragazzi africani, tutti lavoratori in queste terre. Il giorno seguente gli immigrati misero a ferro e fuoco la Domiziana, dopo che un telegiornale nazionale aveva “infangato” i nomi delle vittime, etichettandole come appartenenti ad un cartello della droga, cosa peraltro mai provata, nemmeno dagli atti del processo.
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