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Storia
Monday 08 October 2007

La nascita di Operazione Colomba

Nel 1992 alcuni ragazzi (obiettori di coscienza) dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, interrogati dal conflitto jugoslavo che imperversava a poche centinaia di chilometri sull'altra sponda dell'adriatico, iniziarono a trascorrere alcuni periodi nei campi profughi della Croazia: giovani e meno giovani italiani passavano così le proprie “vacanze” con i profughi della guerra. In breve però ci si rese conto che questo non bastava. Si organizzò allora una presenza continuativa, prima solo nella parte croata, successivamente anche nella parte serba e bosniaca.

Nasceva il Corpo Nonviolento di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, denominato Operazione Colomba.

Da allora questa esperienza è stata proposta anche in altri conflitti: in Sierra Leone (1997), in Kossovo e Albania (dal 1998), a Timor Est (1999), in Chiapas-Messico (1998-2002), in Cecenia-Russia (2000-2001), nella Repubblica Democratica del Congo (2001) e nella Striscia di Gaza in Israele-Palestina (dal 2002), in Nord Uganda (dal 2005)


Storia dell'Operazione Colomba

Croazia, Bosnia Herzegovina, Yugoslavia (1992 – 1997): l’Operazione Colomba, è stata a fianco delle popolazioni e dei rifugiati di ogni gruppo nazionale, hanno lavorato per sostenere i bisogni umanitari della popolazione civile, per promuovere il dialogo fra i belligeranti e le persone divise dalla guerra, lavorando attivamente per la risoluzione pacifica dei conflitti, per riunire famiglie ed amici divisi dai fronti, per proteggere i diritti umani delle popolazioni civili. Siamo stati presenti: a Zara, Karlovac, Sunja, Knin, Plavno, Vukovar, Zagabria in Corazia; Banja Luka, Mostar, Sarajevo in Bosnia Herzegovina; Belgrado, Sabac in Yugoslavia.

Albania (1997): durante la crisi interna e la guerra civile alcuni volontari sono stati presenti sul territorio ed in particolare presso alcuni sacerdoti missionari per sostenerli e dialogare con la popolazione.

Sierra Leone (1997): presenza sviluppata in collaborazione con la Diocesi di Makeni e Mons. Biguzzi per cercare vie di dialogo e di riconciliazione tra le parti coinvolte nella guerra civile. Abbiamo sostenuto attivamente lo sforzo umanitario della diocesi attraverso raccolte di fondi. Manteniamo tuttora i contatti con la diocesi.

Kossovo – Albania – Macedonia (1998 – 1999): dopo alcuni contatti nel 1995 con Padre Lush Giergji, fondatore del Centro Madre Teresa, abbiamo deciso di iniziare una presenza stabile poco dopo il massacro dell’area di Drenica nel Febbraio 1998. Dall’estate 1998 è iniziata la presenza in aree di conflitto ed in particolare nell’area di Suva Reka, villaggio di Recane, per promuovere il dialogo, sostenere gli sfollati, proteggere le popolazioni dalla violenza. L’azione è stata sviluppata in collaborazione con l’UNHCR – ACNUR e con l’OSCE. L’inizio dei bombardamenti NATO ha interrotto la presenza. Nell’Aprile 1999 siamo andati a sostenere un campo profughi in Albania e Macedonia per vivere accanto ai profughi. Dal Giugno siamo rientrati in Kossovo ed abbiamo dato vita a due presenze nell’area di Pec-Peja e Mitrovica, in quelle zone dove erano ancora presenti minoranze etniche.

Timor Est - Indonesia (1999): dopo le violenze perpetrate dai gruppi miliziani filoindonesiani e dall'esercito federale nei confronti della popolazione dell'isola di Timor Est che in Agosto, sotto l'egida dell'ONU, attraverso un referendum si era largamente espressa a favore dell'indipendenza, abbiamo svolto un viaggio esplorativo nell'isola di Timor dove abbiamo avuto la possibilità di conoscere in maniera più diretta la situazione, cercando soluzioni insieme alle centinaia di persone costrette a scappare nella parte Ovest dell'isola e appoggiando economicamente il lavoro svolto dalle suore Salesiane presenti a Dili da anni.

Chiapas - Messico (1998 – 2002): dopo il massacro di Acteal ad opera dei gruppi paramilitari filogovernativi, è iniziata una presenza in collaborazione con la Diocesi di San Cristobal ed il suo Vescovo (Emerito) Mons. Samuel Ruiz Garcia. I volontari della Operazione Colomba hanno vissuto nei villaggi indigeni dove si sono impegnati nella costruzione di un cammino di riconciliazione, promozione del dialogo, tutela dei diritti degli indigeni e protezione dalle violenze dei paramilitari e dell’esercito.

Cecenia – Russia (2000 - 2001): di fronte alla più completa indifferenza della comunità internazionale il conflitto in Cecenia continua a mietere centinaia di vittime sia tra i militari (russi e ribelli ceceni) che tra la popolazione civile. Nonostante le notevoli difficoltà burocratiche e i rischi siamo riusciti ad andare in Ingusetia, repubblica confinante con la Cecenia, dove si è riversata la maggior parte dei profughi (180 mila), entrando nei campi e negli accampamenti. Siamo entrati anche direttamente in Cecenia (Grozny e campi profughi limitrofi) per verificare le disperate condizioni di vita dei sopravvissuti : le persone sono abbandonate alla mercé della violenza senza nessun tipo di assistenza alimentare e igienico – sanitaria. A causa della situazione di rischio eccessivo per degli occidentali, al momento non siamo presenti sul territorio .

Repubblica Democratica del Congo – Africa (2001): in ventidue mesi, la guerra nel Congo ha contato 1.700.000 vittime, soprattutto fra i civili. Tutto nel disinteresse generale come se il fatto non esistesse. La popolazione congolese lotta con forza dal 1990 per la libertà, la democrazia e la dignità umana nella nostra bella regione dei Grandi Laghi. La “Société Civile” ha giocato e tuttora gioca un ruolo importante in questo processo.

Dopo l’esperienza della marcia per la pace “Anch’io a Bukavu” che ha portato più di 200 “bianchi “ a Butembo nel cuore del conflitto, abbiamo realizzato una presenza nella città di Bukavu, in accordo con la Société Civile, un’associazione che raggruppa le rappresentanze della "Società Civile" della città, come osservatori internazionali, vivendo insieme alla popolazione, condividendone la situazione di povertà e le tensioni della guerra.

Palestina – Striscia di Gaza (2002 - 2003): Nel maggio 2002 abbiamo cominciato una presenza stabile nel sud della striscia di Gaza, nei pressi di Kan Younis, in un territorio di scontro aperto tra esercito israeliano, che in quella zona difendeva i coloni insediatisi in territorio palestinese ed irregolari palestinesi. A fianco della popolazione civile abbiamo tentato, con una presenza di monitoraggio internazionale, di attenuare il clima di forte violenza, denunciare gli attacchi contro i civili e sostenere le famiglie più povere a causa del conflitto.

Nord Uganda (2005 - 2008):
Leggi gli articoli.

Georgia (2008 - 2009): Leggi gli articoli.

 
 
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