| Otto giorni passati al villaggio |
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| Tuesday 20 January 2009 | |
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Diario da Palestina/Israele
Gerusalemme, 17 gennaio 2009
Dopo otto giorni passati al villaggio ci siamo anche meritati due giorni da pellegrini in terra santa tra le strade di Gerusalemme che e' veramente stupenda! Oggi abbiamo visitato tra le altre mille cose il cenacolo, è veramente emozionante ripercorrere i luoghi dove ha vissuto Gesù… L'unica nota triste che viene alla mente è che la sua morte non è servita a ridare a questa terra la libertà e la dignità dell'uomo. Ogni angolo di Gerusalemme è pieno di militari, controlli, polizia… Appena arrivati alla fermata del pullman abbiamo incontrato i militari israeliani che fermato il bus, salgono controllano i documenti delle persone (di solito fermano i mezzi che vanno verso le città palestinesi) e se qualcosa non va, senza troppe spiegazioni ti rispediscono a casa… è successo così ad una ragazza, abbiamo provato a chiederle perché le stavano togliendo i documenti, ma le hanno impedito di parlarci e l'hanno comunque rispedita indietro. Mi è rimasto un profondo senso di ingiustizia e di impotenza, anche se magari insistendo si poteva fare di più, come altre volte è successo… La giornata di ieri ci ha poi regalato ancora un incontro… con un dipendente del consolato francese, un signore che ha lavorato 25 anni a Gaza per il consolato francese in progetti di cooperazione allo sviluppo. Dopo un po' di convenevoli, giri alla larga… finalmente ci sentiamo liberi di parlare e di raccontare che facciamo (alla prima non sapendo con chi parli è difficile dire che vivi in un villaggio palestinese…) lui ad un certo punto dice "io sono cristiano, e sono credente, ma dopo quello che sta succedendo ora a Gaza sono pro Hamas". Proviamo a dialogare, a parlare che se domani succederà a Israele quello che lui e noi vediamo ingiusto e terribile nei confronti di Gaza, crescerà solamente la spirale dell'odio… ma andiamo via con la consapevolezza che questa guerra darà potere ad Hamas, cresceranno i suoi consensi anche tra coloro che finora hanno scelto il partito più moderato; con la consapevolezza che questo massacro di vittime innocenti aumenterà l'odio e la strada per la pace, per la definizione politica della situazione israeliana- palestinese sarà sempre più difficile. Rimane poi il sentimento di essere presi in giro dalla politica internazionale, a cosa serve tutto l'apparato burocratico messo in piedi dalle nazioni unite se poi uno stato è libero di reagire in questo modo? Può decidere per salvaguardare la sua popolazione di sterminarne un'altra?...
Vi saluto con l'esortazione alla preghiera, preghiamo perché riusciamo realmente ad essere costruttori di pace in ogni angolo di mondo dove passiamo, preghiamo di essere capaci, come dice padre Alex Zanotelli, a incontrare i cristi che intrecciano le nostre strade a camminare con loro e a raccogliere la loro croce e farla nostra. Su questa strada oggi parteciperemo alla manifestazione a Tel Aviv per Gaza. Un abbraccio a tutti! Ele |
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