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Wednesday 28 November 2007 |
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Diario dal Kossovo
Sono le 6 di sera di lunedì quando entro nella sede di Radio Gorazdevac dove ho appuntamento con D., il ragazzo di 24 anni che dirige le attività della radio e che ha accettato di incontrarmi per una piccola intervista. Il paese è già immerso nel buio da un paio d’ore visto che, come spesso avviene da queste parti, manca la corrente. La sede della radio è rischiarata solo dalle luce di un paio di candele. D. ha 24 anni, studia giornalismo all’ università di Belgrado e ci mette subito a nostro agio (me e Nikolina, una ragazza croata anche lei volontaria di Operazione Colomba che, conoscendo perfettamente la lingua, fa da traduttrice per l’ occasione). “La radio è nata nel 2000- comincia a raccontare D.- subito dopo la fine dei bombardamenti della NATO. Durante la guerra molti serbi sono scappati lasciando le loro case e Gorazdevac è uno dei pochi villaggi nel quale hanno abitato serbi sia durante che dopo il conflitto. |
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Tornate pure quando volete… |
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Wednesday 07 November 2007 |
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Diario dal Kossovo
Nella città di Peja/Peć in questi giorni si respira un’aria di festa, il corso del centro è affollato di persone e sembra quasi che le tensioni siano solo un lontano ricordo. La popolazione albanese di religione islamica celebra infatti, dal venerdì alla domenica, la festività del “piccolo Bajram”(parola di origine turca), che sancisce la fine del periodo del Ramadan. Per tre giorni quindi, la tradizione vuole che le abitazioni delle famiglie musulmane siano aperte alle visite di amici e parenti, in modo tale da poter così celebrare all’interno delle proprie mura domestiche questa festività. Questa ricorrenza ha una origine molto antica legata alla dominazione dell’ impero ottomano, il quale esercitò il proprio potere su questa regione per ben cinque secoli a partire dal 1389, anno della battaglia di Kossovo Polje. |
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Tuesday 30 October 2007 |
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Diario dal Kossovo
Goraždevac è un piccolo villaggio abitato da circa 800 serbi che prende forma dalla strada che lo attraversa essendosi sviluppato, come spesso avviene nei piccoli centri rurali, ai lati della strada stessa. Alle due estremità del villaggio si trovano 2 check point presidiati dai militari (i presidi sono gestiti a turno dal contingente italiano, da quello sloveno, da quello rumeno e da quello ungherese), che delimitano così l’area nella quale vivono i serbi da quella circostante abitata esclusivamente dalla popolazione albanese. Per un italiano, abituato a spostarsi liberamente all’interno del proprio paese, l’impatto con una realtà nella quale i tempi vengono scanditi dalla presenza e dai controlli dei militari sui mezzi di trasporto in entrata e in uscita dal villaggio è forte e disorientante. |
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Training nonviolento a Tuwani |
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Sunday 28 October 2007 |
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Tuwani, 14 ottobre 2007
Si è svolto a Tuwani domenica 14 ottobre 2007 il sesto ed ultimo degli incontri sulla nonviolenza e riconciliazione, finanziati dal fondo Partnership for Peace dell’Unione Europea,.
Gli ospiti della giornata erano Peter Hammerle e sua moglie Garlinde, entrambi austriaci. Due persone molto semplici ed umili, hanno voluto conoscere i villaggi, le persone, i problemi e le potenzialità della zona, prima di mettersi in cattedra e parlare di nonviolenza. |
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Attività con il gruppo giovani di Minakulu St. Thomas |
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Sunday 28 October 2007 |
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Durante il primo anno di permanenza dell’Operazione Colomba nel campo profughi di Minakulu, i volontari hanno instaurato una relazione con il “gruppo giovani” presente nel campo. Questo gruppo è formato da circa 20 ragazzi e ragazze dai 17 ai 27 anni che si ritrovano settimanalmente per preparare i canti della messa domenicale, per chiacchierare e portare avanti piccole iniziative all’interno del campo, come le rappresentazioni teatrali con i bambini. |
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