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ANTENNE DI PACE |
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Tuesday 09 March 2010 |
L'anno che è stato e l'anno che verrà Il 2009 è finito, ma i progetti con le persone in Kosovo no. I rapporti con le persone del villaggio di Goraždevac si intensificano sempre più e il rapporto con i ragazzi del Gruppo Studio di Peja-Peć, la facoltà d’arte di Prishtinë/Priština e i ragazzi di Gračanica vanno avanti con idee e progetti sempre nuovi. L’anno che è passato ha visto i volontari di Operazione Colomba impegnati in più fronti. Chi andava su e giù da Prishtinë/Priština per instaurare nuovi rapporti con i giovani, chi nel villaggio, che come già detto, oltre a mantenere i buoni rapporti con le persone tramite le visite alle famiglie e i lavori a chi si trova più in difficoltà, trova il tempo per sistemare nel migliore dei modi lo Yout Point, un centro di ritrovo messo su dal Tavolo Trentino con il Kossovo, attraverso l’equipe e l’Operazione Colomba, per i ragazzi di Goraždevac e non.
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At-Tuwani: Tre bambini palestinesi trattenuti mentre raccoglievano erbe |
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Sunday 07 March 2010 |
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Comunicato stampa TRE BAMBINI PALESTINESI TRATTENUTI MENTRE RACCOGLIEVANO DELLE ERBE
[Nota: Secondo la IV Convenzione di Ginevra, la corte internazionale di giustizia dell' Aia e numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, tutti gli insediamenti israeliani nei Territori Palestinesi Occupati sono illegali. Gli avamposti israeliani sono considerati illegali secondo la legge israeliana]At Tuwani, South Hebron Hills
Il 6 marzo 2010 alle ore 10:30 del mattino un gruppo di soldati israeliani ha fermato tre bambini, due tredicenni e un quattordicenne, mentre stavano raccogliendo delle erbe nel villaggio di At-Tuwani, nelle colline a sud di Hebron.
I bambini erano assieme ad alcuni volontari di Operazione Colomba sulla collina di Khelly, di proprietà privata palestinese, vicino all'insediamento di Ma'on, quando sono arrivati dei soldati a bordo di una jeep militare. Tre di loro hanno iniziato a correre verso i ragazzi, hanno ritirato loro le cesoie che stavano utilizzando per raccogliere delle erbe e li hanno spinti verso la jeep. I soldati hanno poi fatto inginocchiare i ragazzi a terra per una decina di minuti, mentre nel frattempo è arrivato sul posto anche il capo della sicurezza di Ma'on. Due dei ragazzi sono stati forzati a salire sulla jeep, mentre il terzo ha tentato di scappare. Un soldato lo ha rincorso, ha tolto la sicura al suo M16 e ha rivolto l'arma contro il bambino che si è fermato immediatamente. Il minore è stato poi messo assieme agli altri e la jeep è partita con tutti bambini all'interno. |
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La Giornata degli Immigrati |
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Sunday 28 February 2010 |
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..dalla PAURA e dalla VIGLIACCHERIA, ad UNA PROPOSTA COSTRUTTIVA..
24 h senza di noi
LA GIORNATA SENZA IMMIGRATI1° MARZO 2010
Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.
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Monday 22 February 2010 |
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Sensazioni notturne post-cerchio
All'inizio non sapevo bene a cosa pensare.  C'erano tante cose che mi distraevano, c'era la falce di luna che era alle mie spalle e non sapevo quante volte mi potevo girare in un'ora. C'era qualcosa a cui dovevo pensare? Dovevo far capire agli altri che stavo pensando alla libera convivenza interculturale? Potevo muovermi? Potevo danzare? È stato un attimo, sciogliermi. Farsi invadere dalla bellezza del momento. Percepirne la forza liberatoria. Cantare. LEGGI TUTTO L'ARTICOLO QUI |
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Friday 19 February 2010 |
In viaggio verso Castel Volturno - di Mattia 10 febbraio 2010La memoria. I 400 ragazzi tornati ieri dal viaggio nella Polonia di Auschwitz ce lo ricordano: il passato va custodito affinché gli errori e gli orrori non si ripetano. E c’è bisogno di investire tutti i sensi per trattenere il ricordo e sviluppare anticorpi. C’è bisogno di partire, di viaggiare, di vedere, di immaginare, di ascoltare, di sentire, di toccare. Ben vengano quindi i “treni della memoria” come strumento concreto per ricordare la radice tragica e violenta della nostra giovane Europa. E mentre i giovani partono e tornano, noi adulti spesso ci ritroviamo fermi, incapaci perlopiù di vedere e trattenere quello che accade anche oggi e che contiene in potenza la stessa violenza. Il tempo che stiamo vivendo sta covando il germe della cattiveria, dell’intolleranza verso il diverso, del “respingimento” di chi migra verso un futuro migliore. |
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Da Castel Volturno e Sicignano |
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Wednesday 17 February 2010 |
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Viaggio tra i migranti: è dignità che vogliono, non carità! Continua il nostro viaggio tra i lavoratori migranti nelle campagne del Sud Italia. Successivamente a Rosarno, andiamo in provincia di Salerno, a conoscere coloro che, dopo aver subito i soprusi e lo sfruttamento dei caporali e dei datori di lavoro, sono diventati vittime di scelte politiche e istituzionali che considerano le persone come oggetti usa e getta.
IL RETROSCENA: LO SGOMBERO DI SAN NICOLA VARCO Ma partiamo dall'inizio di questa storia tanto vera quanto irrazionale. Immaginate dunque una grande piana, la piana del Sele. Qui tra campi e serre a perdita d'occhio, San Nicola Varco, comune di Eboli; restringendo il campo figuratevi una grande struttura degradata dove sono costretti a vivere un migliaio di persone nordafricane. Inserite in questo scenario gli interessi delle multinazionali dell'agroalimentare, il sistema di sfruttamento di manodopera immigrata, la politica dei proclami mai realizzati. |
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